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21 marzo 2006

Napoli Centrale


L'opera di cui mi accingo a parlare è a mio avviso uno dei migliori album italiani di sempre...
Mentre Lucio Battisti aveva chi la mattina gli preparava il caffè (e non sapeva rifiutare il suo eros al crepuscolo) e aspettava un treno che partiva alle 7 e 40 (mezzora più mezzora meno...) lasciando ingenuamente (anzi...da vero coglionaccio) le chiavi sulla finestra, James Senese era nervoso, molto nervoso...al punto che, dopo un'esperienza notevole ma ben poco incazzata con gli Showmen("Un'ora sola ti vorrei" "Catarì" e altre grandi hits rhythm and blues che probabilmente hanno contribuito fortemente al concepimento di alcuni di voi...) convocò un grandissimo batterista come Franco Del Prete (già Showmen anch'egli) e decise di tuffarsi, con lui, negli allora inesplorati abissi del jazz-rock sotto il popolarissimo nome di Napoli Centrale...
Con la collaborazione di due grandi session-men, Tony Walmsley e Mark Harris, rispettivamente basso e piano elettrico, poi "Rovescio della Medaglia", partoriscono nel 1975 l'ispiratissimo "Napoli Centrale" ovvero una sapiente e bollente miscela di free jazz, ritmiche funk, approccio popolare e liriche partenopee; tutti i testi dell'album (tutti scritti da Del Prete) sono in napoletano e sono, come canterà Senese qualche anno più tardi, Ngazzate Nire...
L'album si apre con "Campagna", manifesto di denuncia della condizione di chi vive la campagna essendo solo "straqque, strutt e cul' rutt" a differenza dei figli dei padroni che in campagna vanno solo "cu gli amici a pazzià"...e insieme al primo episodio del disco, anche il resto dei brani ha un "mood" molto sociale e ribelle ma mai elitario...A differenza della musica che soprattutto nel brano d'apertura e in un altro paio di brani (su tutti "Viecchie, mugliere, muort e criature", "A gente e' Bucciano") è dinamica e complessa senza mai però scadere nella fusion sciacquacoglioni spesso presente negli album di alcuni artisti del giro...
Il sax, spesso coltraniano, di James raggiunge talvolta gli stessi livelli della sua voce roca e soul, viscerale e incazzata; la sezione ritmica spesso, a mio avviso, supera anche quella dei Weather Report (a volte troppo attenti alla partitura), il piano elettrico di Mark Harris (tuttora gettonatissimo session-man) è delicato e acido a seconda degli episodi musicali che lo circondano...In buona sostanza si tratta di un disco Jazz-rock suonato con un'attitudine quasi punk, se così si può definire, con notevoli episodi di improvvisazione jazzistica che rendono l'opera in toto una vera perla...
Compratelo..anche perchè esiste una sola edizione su cd (con libretto praticamente inesistente) ma al popolarissimo prezzo di euro 5; stesso discorso vale per il secondo album, Mattanza, del 1976.

P.S.: Il bassista dell'album, l'inglese Tony Walmsley è poi diventato un affermato maestro di Tai Chi Chuan !!!

Voto 10




permalink | inviato da il 21/3/2006 alle 19:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


11 febbraio 2006

Frank Zappa - Strictly Commercial



Frank Zappa - Strictly commercial (best of) - 1995

C'è veramente poco da dire a proposito di questo album raccolta
che include ben 19 brani tra i più conosciuti di Zappa, comprendendo quindi
i più diversi stili contemplati dal siculo-americano in questione.

Dal rock orchestrale ("Peaches in Regalia", "Be in my video") a quello più
strafottente (anzi irriverente) e aggressivo ("Disco Boy", "Valley Girl")
alla follia unica e inimitabile ("Dirty Love", "I'm the slime") fino alle suggestioni
disco e reggae ("Dancin' Fool, "Fine Girl")...Tutto coronato dalla inconfondibile ironia

del chitarrista compositore cantante direttore umorista (a prescindere da che ne dice il prof. Sanguinetti...)
che rende questa raccolta ,incompleta come tutte le raccolte (Zappa ha registrato una trentina di album in studio
e sterminati live), un buon primo passo per chi si avvicina alla musica del compianto Frank e ,naturalmente, un'inutile
spreco di tempo e soldi per chi già la conosce...





permalink | inviato da il 11/2/2006 alle 16:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa


30 gennaio 2006

Kraftwerk - "Autobahn"


Kraftwerk - "Autobahn" - 1974
Nell'anno 1974 la musica elettronica tedesca
è già viva e vegeta (verbo non aggettivo)
in attesa della vera esplosione kraut-rock
che la farà diventare "volkmusik"
e, finalmente, togliersi dai coglioni
la brutta e greve etichetta di musica elitaria.
Manca giusto il trait d'union tra l'elite (appunto)
e la musica per tutte le orecchie (leggasi Pop).
Ed ecco risbucare dal capannone Kling Klang (il loro storico studio)
i due giovanottoni di Dusseldorf: Ralf Hutter
e Florian Schneider ovvero i Kraftwerk.
Allievi della scuola di Stockhausen (ovvero il più celebre Karl-Heinz dopo Rume
nigge)
e già fondatori del gruppo di sperimentazione elettronico-meccanico-musicale
"Organisation" (si ascolti, se lo trovate, "Tone Float" datato 1970) che comprendeva
anche un bassista e due percussionisti, tornarono a Dusseldorf e , contattato il fido produttore
Conny Plank, registrarono i loro primi due album ("Kraftwerk 1" e "Kraftwerk 2") all'insegna della
sperimentazione e della "paesaggistica" elettronica che raggiungerà però il suo culmine con il terzo album:
"Autobahn". Registrato nel 1974, quest'opera meravigliosa è composta da sole(?) 5 tracce tra le quali si fa notare
(e ci mancherebe altro) la title-track "Autobahn" (22 minuti e 40 di poesia sonora).
Il disco si apre con il rumore (o musica?) di un'auto che si accende e parte per un viaggio intenso e a tratti cupo
e psichedelico ma di SICURO effetto.
Al capolavoro in testa al disco seguono le due spaziali "Kometenmelodie" 1 e 2,
la visionaria "Mitternacht" e la psichedelia prima rumorista e poi romantica (sembra strano ma è così)
di "Morgenspaziergang".
Inutile aggiungere ulteriori descrizioni ai brani in questione anche perchè credo sia impossibile
descrivere se non in termini generici un capolavoro.
Inutile dire che grazie a Ralf e Florian gruppi come Devo, Ultravox e anche il Bowie berlinese hanno avuto vita
ben più facile rispetto a ciò che li attendeva se non ci fossero stati.
Vi lascio con le parole di Hutter e Schneider proprio a riguardo di questo lavoro.

"Düsseldorf, la città in cui viviamo, è il centro della più grande zona industriale tedesca . La nostra musica è quella della realtà urbana, con i ritmi e i suoni che producono le fabbriche, i treni e le automobili. Lavoriamo in questo contesto e ne siamo influenzati, come degli operai della musica, per otto-dieci ore al giorno nel nostro studio di registrazione. Amiamo i computer e le macchine che noi stessi ci siamo costruiti, con esse abbiamo una relazione semi-erotica".
...continua...

    P.s. : quest'articolo è dedicato a Vito Pace e al ParenDe...
P.p.s. : qualora foste interessati all'ascolto di "Tone Float" e non lo trovaste potete offrirmi un campari
             e richiedermene una copia...




permalink | inviato da il 30/1/2006 alle 20:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


20 gennaio 2006

Wilson Pickett

Un infarto ha stroncato Wilson Pickett.
E con lui muore senza alcuna possibilità
di resuscitazione il cosiddetto R & B (che sta per Rhythm and Blues)
di cui era padre e profondo interprete insieme ai grandi Otis Redding
e Aretha Franklin.
Per meglio apprendere la profondità e l'intensità di questo enorme artista
si ascoltino , su tutte, Mustang Sally, Land of 1000 dances, Everybody need Somebody
(di cui i blues brothers fecero una scatenata versione) e In the midnight hour.
Dall'ascolto si evince la doppia essenza di questa grande musica fatta, appunto,
di Ritmo e Anima.
Purtroppo il film è finito, si spengono le luci e nessun bis.
A meno che non consideriate R & B ,come vergognosamente lo definiscono,
il triste spettacolo di tette, culi e ragazzine stonate e dai balletti finto erotici...
Mah...




permalink | inviato da il 20/1/2006 alle 18:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


19 gennaio 2006

Presto quivi...

Questa rubrica nasce con l'immodesto scopo
di (s)consigliare dischi, films, teatri, sceneggiate,
risse da bar et cetera...o più semplicemente di discuterne
in tutti i termini possibili e
impossibili.
Presto la prima recensione.

P.S. : "Saravà" degli Os mutantes mi sta crepando le casse
          ...primo ascolto (s)consigliato...fate vobis...




permalink | inviato da il 19/1/2006 alle 11:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

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Ascolti stimolanti
Area International POPular Group
"qualsiasi cosa vi passi per le mani"

Brian Eno
"Another green  world" - 1975 - (album)

Finley Quaye

"Maverick a strike" - 1997 - (album)

The Alan Parsons Project
"I Robot" - 1977 - (album)

The Tony Williams Lifetime
"Turn it over" - 1970 - (album)

Miroslav Vitous
"Purple" - 1970 - (album)

Klaus Schulze
"Picture Music" - 1975 - (album)

Frank Zappa
"Apostrophe (')" 1974 - (album)

Third World
"96° in the shade" - 1977 (album)

Maceo Parker

"School's in" - 2005 (album)

Average White Band 
"Cut the cake" - 1975 (album)

Gong
"You" - 1974 (album)

Arti & Mestieri

"Tilt - Immagini per un orecchio" - 1974 (album)

Lucio Dalla

"Com'è profondo il mare" - 1977 (album)

Wilson Pickett
"In the midnight hour" (la storia)
"Land of 1000 dances" (soul...e basta)
"Mustang Sally" (la storia parte seconda)
"Engine number 9" (la storia parte terza)

Art Blakey

"Moanin'" - 1958

Os Mutantes
"Jardim elétrico" - 1971 (album)